9 marzo 2016

Si possono rivolgere allo Psicologo tutti coloro che vivono una situazione critica o di disagio (anche momentanea) e desiderano chiedere aiuto o semplicemente parlarne con qualcuno.

Nel corso della vita ci sono alcuni periodi che possono essere particolarmente difficili da gestire, a volte eventi “comuni” che però portano a cambiamenti o a scelte particolarmente stressanti.

Si può avvertire un disagio psicologico e/o relazionale che nel tempo può compromettere il normale funzionamento della vita quotidiana, la serenità e il benessere psico-fisico. Eventi come la malattia di un familiare, la perdita di una persona cara, la fine di un rapporto, la nascita di un figlio possono destabilizzare l’equilibrio della persona e portarla ad un cambiamento dell’umore, facendole sperimentare ansia, insicurezza, sentimenti negativi quali tristezza, rabbia, sensi di colpa o vergogna, e facendola sentire non in grado di reagire.

Ci si rende conto che da soli non si può farcela, non si vedono vie di uscita ed è qui che pensare di rivolgersi ad un professionista diventa fondamentale. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza o scarsa indipendenza, ma anzi indica la volontà di chiarire, di prendersi cura di sé e volersi bene, di riprendere in mano la propria vita. I percorsi psicologici però non si rivolgono solo a persone che vivono una situazione di malessere, ma possono essere intrapresi anche da persone che posseggono un buon livello di benessere globale, ma che si desiderano comprendere meglio la propria storia o desiderano approfondire una tematica specifica che li caratterizza. E’ importante quindi sfatare il mito che “dallo psicologo ci vanno solo i matti”, perché questo pregiudizio, diffuso soprattutto negli anni passati, ha spesso bloccato le persone dal chiedere aiuto per paura di essere giudicate dagli altri.

Per la persona, arrivare a vedere il problema con occhi diversi vuol dire già cambiare, poiché questo implica un diverso modo di rapportarsi alla situazione.